Niklas Luhmann: implicazioni teoriche sociologiche
I mattoni fondamentali: Coscienza e Percezione
Comunicazione efficace? Quante volte abbiamo letto e ne abbiamo sentito parlare affiancata al concetto di Persuasione? Personalmente, tantissime volte.
Eppure per me non è così.
L’articolo che ho scritto vuole aprire le porte ad un punto di vista differente, che parte dalla mia esperienza personale, agganciandomi poi al contributo intellettuale dell’autore tedesco Luhmann.
(l’immagine di apertura di questo articolo è tratta dal sito Wikipedia.org)
Come per le altre discipline, anche la Comunicazione può essere osservata sotto più prospettive: attraverso un taglio linguistico, matematico, filosofico, sociologico, psicologico, antropologico e via dicendo.
Uno degli autori più complessi, ma anche più interessanti, che mi è capitato di affrontare nel mio percorso è il sociologo e filosofo tedesco Niklas Luhmann.
Attraverso uno sguardo estremamente analitico e lucido, grazie ad un’elevata capacità di astrazione, nel “900 Luhmann ha cambiato il volto della Sociologia.
Tra le sue opere ci sono importanti contributi che toccano da vicino anche il modo di studiare e comprendere la Comunicazione, come vero e proprio processo.
Dedico questo articolo al suo libro “Che cos’è la Comunicazione?” edito nel 2018 da Mimesis Edizioni.
Prima di avvicinarmi a qualche dettaglio della sua prospettiva, evidenzio subito ciò che mi interessa mettere in luce.
A mio parere Luhmann spiega in maniera più esaustiva rispetto ad altri approcci teorici, la relazione profonda che secondo me esiste tra la Comunicazione e le radici spirituali del fenomeno.
Lo fa introducendo i concetti di Coscienza e Percezione.
La prospettiva Luhmanniana ha raccolto la mia attenzione perché, normalmente, la ricerca fenomenologica non mischia aspetti pragmatici con aspetti più tipici del “mondo spirituale”.
Con questa sua capacità di non porre barrire tra i due mondi, ma apportandone invece un’equilibrata fusione, lo studioso riesce a descrivere più efficacemente la Comunicazione come Processo analitico.
Per io mio modo di vedere, è proprio qui la chiave interpretativa utile a capire e, quindi costruire, una Comunicazione efficace. Sia in ambito business che personale.

Teorizzare la Comunicazione: dalla filosofia fino alla sociologia
La prospettiva di Luhmann: Comunicazione e Sistemi sociali
La Filosofia nelle sue evoluzioni storiche si è già occupata di Comunicazione, con vari risvolti interessanti (es: Sant’Agostino, Socrate, Nietzsche …).
Nell’ introduzione del libro “Che cos’è la Comunicazione?” Alberto Cevolini ci ricorda che, nel secolo scorso, gli studi su questa materia sono partiti con teorie di carattere matematico, legati principalmente alle applicazioni in ambito tecnologico.
In questa prospettiva la Comunicazione era intesa come un processo di trasferimento di informazioni da un emittente ad un ricevente (modello di Shannon-Weaver).
“ In quest’ottica la Comunicazione è diventata un oggetto scientifico a tutti gli effetti, matematizzabile e quantificabile al pari del tempo e della materia”.
Negli anni vari sviluppi teorici hanno fortemente contribuito ad ampliarne lo spettro di lettura, attraversando visioni che sfociano, per esempio, nella Linguistica o nella Psicologia della Comunicazione.
E’ molto frequente l’interpretazione della Comunicazione come “Azione” del Comunicare.
La visione sistemica di Luhmann esce da questa traiettoria.
Il sociologo tedesco attribuisce al Processo Comunicazione un ruolo di primo piano all’interno dei Sistemi Sociali complessi.
Luhmann definisce la Comunicazione partendo da un punto di vista completamente differente, sia rispetto alla prospettiva matematico-ingegneristica, sia ad un approccio strettamente linguistico, semantico, filosofico o psicologico.
Con il suo pensiero ci trasporta in una prospettiva che parla di Comunicazione come un Fondamentale della Società, dei Sistemi Viventi, e quindi anche (ma non solo) del vivere umano.
Non è compito di questo articolo entrare dettagliatamente dentro la terminologia e la teoria Luhmanniana. Attraverso un’estrema sintesi cercherò solo di evidenziarne i tratti che ritengo essere funzionali alla mia prospettiva.
Da un punto di vista macro, Luhmann definisce la Comunicazione come “un’operazione elementare e fondante dei sistemi sociali”.
L’autore intende evidenziare che la Società per potersi sviluppare necessita di Comunicazione.
Procedendo in questa direzione, il sociologo fa lo sforzo intellettuale di osservare dall’alto la nostra Società, quella in cui viviamo, e cerca di capirne il meccanismo di funzionamento da un punto di vista teorico.
Un po’ come potrebbe fare ipoteticamente un ingegnere meccanico, che intenda studiare l’architettura di un motore. La Società è il motore da studiare, e la Comunicazione può essere volgarmente paragonata a quel particolare cavo che, unendo ogni componente del motore, ne permette il buon funzionamento.

La Comunicazione “copia e incolla” viene dal Piano della Mente
“Se le Coscienze fossero trasparenti, non ci sarebbe bisogno di Comunicare”
Spostando il focus dell’attenzione, adottando quindi un altro punto di vista, l’autore parla di Comunicazione analizzandola “verticalmente”, osservandola come fenomeno sociale all’interno di un sistema più ampio.
E’ un po’ come se l’ingegnere dell’esempio precedente analizzasse nel dettaglio quel particolare cavo del motore, e ne volesse comprendere ogni sua particolarità e caratteristiche di funzionamento.
Anche se la comprensione può essere a tratti ostica, a seguire riporto i passi principali del suo ragionamento. Si tratta di una sintetica carrellata sul suo pensiero sul tema.
A– In questa prospettiva il sociologo sostiene che la Comunicazione è una “realtà emergente”, ossia che si concretizza e prende forma come differenza fra tre distinte “operazioni di selezione”
1- selezione dell’atto del comunicare 2- selezione dell’informazione (ossia il contenuto che si intende trasmettere) 3- la comprensione selettiva del soggetto ricevente
Nessuna delle tre operazioni, autonomamente una dall’altra, realizzano un atto comunicativo.
Luhmann sostiene che è solamente la comprensione a compiere e dare concretezza alla Comunicazione. Essa, quindi, si realizza se e solo se viene compresa la differenza tra atto del comunicare e informazione.
Quella distinzione, che avviene durante la fase di comprensione, non può derivare solo da fattori esterni ma nasce, anzitutto, come effetto di un “patrimonio interiore” proprio di chi compie l’atto di comprendere (l’osservatore).
B– Perché la comprensione avvenga, continua Luhmann, è indispensabile quindi introdurre all’interno del quadro teorico i concetti di Percezione e Coscienza.
PERCEZIONE
Con questo termina egli identifica la capacità di ogni vivente di Sentire per sé stesso quel qualcosa che, nel momento stesso in cui viene percepito, diviene automaticamente un messaggio informativo.
L’evento comunicativo deve necessariamente tenere in considerazione la Percezione. Senza la Percezione non è possibile comunicare.
COSCIENZA
Coscienza e Comunicazione sono due operazioni realmente distinte e separate che possono, proprio per questo, osservarsi ( e “irritarsi”) a vicenda.
Essa si può sganciare dalla comunicazione e mantenere una sua attività attraverso i pensieri (Piano Psichico).
1- La coscienza ha un’attività indipendentemente dal fatto che diventi visibile sul piano comunicativo.
Per Luhmann la Coscienza dell’individuo è un “sistema autopoietico di pensieri” che si autoalimentano (gli eventi di pensiero generano e riproducono sé stessi)- pag.73.
2-Essa non è diretta emanazione della Coscienza (sono due piani distinti), ma la Comunicazione è indispensabile alla Coscienza per essere percepita.
La Coscienza partecipa alla Comunicazione, ma in sé per sé non è comunicazione.
3- Inoltre la Coscienza, assieme alla Comunicazione, è l’unico sistema che può elaborare senso.
“Se le coscienze fossero trasparenti una all’altra, e prima di tutto fossero trasparenti a sé stesse, non ci sarebbe bisogno di Comunicare”.
CONCLUSIONI
Chiudo questo articolo riportando l’attenzione sul motivo per cui l’ho scritto.
Per spiegare realmente il fenomeno comunicativo, trovo che il contributo di Luhmann sia estremamente importante.
Attraverso la sua capacità analitica, egli entra dentro alla materia, la seziona e rende possibile la comprensione di un meccanismo che, normalmente, viene spiegato in maniera meno strutturata.
Per Luhmann, la Comunicazione prende corpo attraverso la Comprensione, ed è possibile grazie alla Percezione e alla Coscienza individuale. La Comunicazione non è diretta emanazione della Coscienza, e stanno su due distinti piani.
Aggiungo che, grazie ad un contributo così strutturato, è molto più semplice comprendere come mai oggi siamo immersi in Comunicazioni fragili, poco incisive, in buona parte del nostro vivere.
Chiediamoci come sarebbe diversa la forza del nostro modo di Comunicare se venisse dalla nostra Coscienza, dalla nostra Anima.
Non assisteremmo alla proliferazione di messaggi fragili a cui siamo quotidianamente sottoposti. Questi ultimi, infatti, non vengono dall’Anima ma crescono e risiedono nella mente ( Piano Psichico dell’Uomo).
Secondo me la Comunicazione efficace porta con sè la Forza della coerenza, e il Rispetto di tutti gli attori sociali. Questo non ha nulla ha a che vedere con la Persuasione, che al suo contrario nasce dalle Tecniche della mente umana e intende sedurre al fine di convincere.
La Comunicazione efficace fa crescere messaggi utili e/o piacevoli per il nostro pubblico, ossia per tutti coloro che hanno una Percezione simile alla nostra.
Inoltre sono facilmente distinguibili una dall’altro, perché portano con sé la tipicità e l’autenticità dell’individuo.
Secondo me la base di una Comunicazione efficace, e quindi anche di un Marketing fatto per le Persone, è nella Relazione tra Comunicazione e Anima.
Quando i due piani viaggiano sganciati e la Comunicazione viene costruita dalla Mente (Piano psichico), allora contribuiamo a creare messaggi “ copia incolla”, dallo scarso valore informativo.
Questo modo di operare porta a credere che gli algoritmi, le “miracolose strategie” e “ i dati freddi” siano più importanti di ciò che abbiamo nella nostra Anima e che coltiviamo nel Cuore.
L’individuo deve imparare a Comunicare ascoltando la propria Anima, e organizzando di conseguenza strumenti e piani di lavoro.
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Catia Casalboni – Settembre 2021