Vendere oltrepassando l’empatia

Affiancare un imprenditore per trasmettergli fiducia

Operare nella direzione di un Bene superiore

Vendere e sentirsi una venditrice è tutt’altro che semplice quando non lo hai mai fatto…e non avevi nemmeno mai pensato di farlo! Aggiungi in pentola che ti occupi di “pensieri, parole e di immagini” e il risultato è tutt’altro che scontato!

Anno 2019.

Dopo anni in cui sogno di lavorare nella Comunicazione, finalmente ci siamo: sono una freelance con un progetto web che ho co-creato assieme ad una sorta di socio. Questa è roba che si legge su Millionaire!

Gli affari però non vanno bene. Non per me. Mettere da parte l’orgoglio e scegliere di cambiare nuovamente strada è stata un’impresa, ma quando qualcosa deve andare… va!

Arriva una chiamata di una voce amica: “ Catia abbiamo bisogno di una persona sul territorio dove abiti tu. Dato che sei già un po’ nel settore e ti conosciamo, vuoi venire a fare due chiacchiere? Abbiamo bisogno di qualcuno che curi le relazioni con il cliente e possa vendere ciò che gli serve “.

Ecco che si apre una finestra per poter continuare a provarci, per svegliarmi la mattina e sorridere per la prospettiva della giornata. Da lì a qualche mese sarei stata parte di una squadra di professionisti che aveva molto da insegnarmi.

Ero stata scelta per Vendere Comunicazione alle Aziende ed aprire il mercato di territorio praticamente da zero. E questo era accaduto nonostante io avessi ampiamente avvisato: “ Non so vendere! Non sono di quelle persone capace di fare del pushing, di convincere qualcuno a comprare qualcosa che non serve”.

“Io ho l’anima della consulente “ dissi al secondo colloquio.   “ <<Per noi va bene! Anzi, meglio: quando sarai lì davanti al cliente gli darai i consigli giusti! >> mi disse uno dei soci dell’azienda.

Nel mentre sudavo che grondavo … ero perplessa … ma dire “ No, non accetto “ significava la certezza di tornare a fare le fatture da dipendente in qualche azienda vicino a casa.

Il rischio era troppo grande…meglio provare con questi” pensai.

Il mio nuovo lavoro da venditrice parte proprio alla grande: neppure il tempo di capire da che parti fossi girata ed arriva la Pandemia mondiale: tutti in casa, per mesi e mesi…!

Nonostante avessi imparato a razionalizzare ed ottimizzare le mie risorse come una formichina, sentivo la  mia autonomia di quasi 40enne sempre più a rischio, ed io non riuscivo proprio a sentirmi una Venditrice.

“ Le persone, anche gli imprenditori, si sentono confusi in questo settore. Tu Catia puoi aiutarli con il tuo modo di essere, con il tuo modo di stare loro vicina “. Questo era il messaggio che cercava di farmi assimilare la “terapista”[1] a cui mi sono rivolta. E qualcosa di simile me lo diceva anche il mio responsabile in azienda.

Il punto era che non sentivo come queste belle parole mi avrebbero portata nella pratica ad un contratto firmato, che è ciò che un Venditore dovrebbe preoccuparsi di fare… almeno in teoria!

Il Marketing, se ben fatto, è una risorsa preziosa

Vendere fuori dai tecnicismi per superare ogni pregiudizio

Il primo anno di questa esperienza si conclude con un grande insegnamento: la vendita è un lavoro molto personale, ogni commerciale vende a modo proprio.

Io, senza rendermene conto, stavo trovando il mio. Lo stavo cercando davvero con affanno ed apprensione, ma avevo capito una cosa molto, molto importante.

Le persone acquistano prima di tutto te, il tuo entusiasmo. Poi acquistano la tranquillità dell’affidarsi a ciò che non conoscono, che trovano in te solo se tu ce l’hai per prima questa fiducia. Poi acquistano le competenze che puoi trasmettergli, se ce le hai e se la squadra che proponi ce le ha.

Nel mio ruolo si bussa alle porte delle aziende per far capire loro che il marketing, se ben fatto, li aiuterà a stimolare positivamente il loro mercato. Da quel momento, quello in cui in cui sei seduta davanti a quella persona, il suo primo mercato sei tu. L’affinità che passa, l’energia che si muove da entrambe le parti, sono i tuoi strumenti del mestiere. Da lì si parte!

Esiste un patrimonio di straordinaria importanza che prescinde dai tecnicismi del settore e dagli algoritmi, che se coltivato con amore può superare ogni pregiudizio sul “Venditore” e sul “Marketing fuffa”.

Si parla spesso di Empatia, ma io credo che sia molto di più. Attraverso l’empatia puoi entrare più semplicemente in un contatto positivo con chi hai davanti. Ma se a questo aggiungi l’Amore, ossia la voglia di costruire un rapporto affinché tutto il lavoro vada nella direzione di un Bene superiore al tuo minuscolo business, allora hai fatto molto di più che empatizzare.

Hai posto le basi per un Marketing fatto da Persone e per le Persone. Ossia un Mercato reale e sano.

Catia Casalboni – Luglio 2021


[1] Strumento del risveglio della Coscienza (Anima)

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Catia Casalboni

Nella vita due cose mi sono sempre state ben chiare.
La prima è che, da quando nasciamo, siamo davvero tutti uguali in una sola cosa: abbiamo bisogno di
Amore e di Amare.
La seconda è che la Comunicazione viene spesso trasmessa ed interpretata in modo un po' fuorviante, quasi fosse materia d'èlite.
La Comunicazione unisce e non divide, costruisce e non distrugge, svela e non cela. Quando parte dal cuore,
è così.

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