L’Energia entra nella Strategia

Il volto umano del Lavoro in primo piano

Meno definizioni, più comunione d’intenti

Strategia ed Energia possono viaggiare a braccetto. Cosa significa?

Lo scopo di questo articolo è introdurre, all’interno della cornice lavorativa, concetti atipici per il linguaggio aziendale; e lo farò rifacendomi alla mia esperienza.

Da quando ho iniziato a muovere i primi passi in questo settore mi sono chiesta un numero infinito di volte dove fosse l’errore. Sentivo che dentro di me c’era una “nota stonata”, ma dove avesse origine non lo sapevo.

Era come se tra la Teoria e la Pratica ci fosse una spaccatura, ed un tarlo mi inseguiva da anni per ricordarmi di quella crepa!

Rispetto al passato, oggi si trovano vari testi di settore che, sempre di più, trattano la Comunicazione ed il Marketing come un processo dal “volto umano”, e sempre meno come un processo freddo ed analitico.

È qui che si concentra la mia attenzione, ed è qui che vorrei andare un po’ più a fondo con lo sguardo.

A questo scopo riporto una sintetica carrellata che, dal passato, ci porti al “Qui ed Ora” del marketing.

Storicamente la disciplina fondava la sua forza sullo studio del target: una volta identificato si trattava di “colpirlo”. Famosa è l’icona che richiama il “tiro con le freccette”. In quest’ottica il motto era “Una buona strategia deve fare centro e il target-obiettivo è da colpire”!

Il target era visto come attore passivo nel processo di Marketing.

Già da diversi anni la visione sullo sviluppo della strategia si è spostata.

Negli anni sono cresciuti orientamenti meno “freddi”, che attribuiscono un’importanza crescente allo sviluppo di nicchie di mercato. Queste sono tutt’altro che passive e, oltretutto, non rispondono a strategie massive.

Oggi sono in tanti a non identificare più il proprio target come un “obiettivo da colpire”, ma pongono in essere azioni che “calamitino” l’interesse del potenziale cliente. Nel digitale questo è ancora più accentuato. Si tratta esattamente del paradigma opposto.

La Relazione viene identificata come un asset fondamentale strategico. Cresce il Marketing relazionale, ossia quel processo di azioni messe in campo che mirano a far crescere la fidelizzazione del cliente.

Diventa sempre più importante negli anni che il cliente non rimanga un attore dall’acquisto spot, ma che sia stimolato ad acquisti ripetuti. 

Dalla Relazione, oggi si pone la “lente d’ingrandimento” sull’importanza del Personal Branding, ossia l’arte di “fare di sé stessi una marchio distintivo”. Le parole chiave di questo approccio sono: Relazione, Fiducia, Trasparenza, Identità.

Quanto appena riportato vuole essere il presupposto che porti ad evidenziare il peso crescente che ha l’individuo-cliente all’interno delle strategie: sempre meno “obiettivo da centrare”, sempre più “cliente da curare e acculturare” per ottenere un rapporto duraturo nel tempo.

Strategia non per prevaricare, ma per dar corpo ad un’intenzione

Elementi Intangibili per Risultati Tangibili

L’interesse di questo articolo non si concentra su come una o un’altra strategia possano essere più o meno efficaci in uno specifico contesto di riferimento aziendale. Mi fermo prima, ossia ad uno step precedente a questa scelta.

Quando ascolti un cliente, prima di mettersi a tavolino e iniziare a pensare ad una pianificazione, cosa serve affinché il lavoro che ne discenderà possa trovare un riscontro pratico positivo?

Detta in altro modo, cosa serve alla Comunicazione e al Marketing perché i suoi strumenti pratico-operativi possano rendere i migliori risultati?

Secondo me serve il volto umano di questo mestiere.

E’ necessario spostare l’attenzione e dedicare uno spazio anche a ciò che nei libri normalmente non c’è scritto, a ciò che ai corsi di formazione non ti dicono, a quello che nelle decine di webinar seguiti non emerge…oppure raramente ed in maniera confusa, perché ce n’è scarsa consapevolezza.

Ci sono Elementi intangibili, che fondano le basi negli aspetti eterici della vita umana, e che se appresi ed applicati donano solide basi anche all’agire imprenditoriale, alle scelte di management.

Un esempio molto pratico.

Nel mio lavoro entro a contatto con vari imprenditori: che siano piccole, medie o attività maggiormente strutturate, ogni titolare si pone questo problema: vale la pena promuoversi? Come farlo? Cosa serve?

Normalmente nel mio ruolo a queste domande si risponde più o meno così:

– Sì, vale la pena promuoversi

– Per farlo bisogna mettersi a tavolino e pensare ad una strategia adatta al caso specifico

– Servono idee, costanza, creatività foto – video, contenuti … e un budget adeguato

In realtà strada facendo ho capito che sì, questi tre punti sono sicuramente importanti, ma c’è qualcosa che viene prima di tutto questo, e che ha radici nel Piano Eterico:

1- L’Intenzionalità con cui si svolge il proprio lavoro

2- Il Supporto su cui si struttura l’attività e che ne muove lo sviluppo

3- L’energia personale che si investe nell’attività stessa

Cos’è il Piano Eterico dell’Uomo?

Per semplificare qualcosa che semplice non è, si può riassumere dicendo che ne fa parte ciò che riguarda la nostra vita e che non risponde alle regole e agli approcci scientifici a cui siamo abituati.

E’ il cosiddetto “Mondo Invisibile”, che non si vede in un laboratorio di analisi, ma che ogni individuo può riconoscere e sentire per sé stesso come facente parte della propria vita.

Per capirci, in una strategia di marketing il budget è qualcosa di estremamente tangibile e quantificabile, un Piano di Comunicazione è un documento altrettanto tangibile, la risultanza numerica che emerge da una campagna pubblicitaria, anche.

Diversamente, non sono altrettanto “razionali”, per esempio, l’intenzionalità che muove il lavoro dell’imprenditore e dei collaboratori.

Si tratta di una leva che si sviluppa sul piano dell’intangibile e che non siamo abituati a prendere seriamente in considerazione come elemento strategico.

Nel corso dei prossimi articoli entrerò sempre più nel merito di questi aspetti del lavoro, e lo farò allo scopo di ridefinire “i pesi e le misure” di un ragionamento imprenditoriale più ampio.

Catia Casalboni – Agosto 2021

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Catia Casalboni

Nella vita due cose mi sono sempre state ben chiare.
La prima è che, da quando nasciamo, siamo davvero tutti uguali in una sola cosa: abbiamo bisogno di
Amore e di Amare.
La seconda è che la Comunicazione viene spesso trasmessa ed interpretata in modo un po' fuorviante, quasi fosse materia d'èlite.
La Comunicazione unisce e non divide, costruisce e non distrugge, svela e non cela. Quando parte dal cuore,
è così.

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