La mia Comunicazione ha radici lontane

L’ Uomo è una creatura meravigliosa! Comunicarlo è un’avventura

Ognuno ha una storia dentro di sé

Pur non sapendo che forma dargli, in me la necessità di approfondire la Comunicazione è sempre stata forte.

Ho sempre avuto un’umanità molto spiccata, quella sensibilità tipica di chi vede e non può ignorare ciò che ha visto; sente e non può ignorare ciò che ha sentito.

Questa caratteristica la chiamo Umanità perché ogni diatriba interiore che ha provocato, ha sempre avuto un unico centro: l’Uomo.
L’ Uomo siamo tutti noi, ogni giorno. L’Uomo inteso come figura universale.

Ma come ogni medaglia, anche questa ha due lati: sensibilità uguale ad opportunità Vs caos da gestire. Fino ad oggi ho fatto abbondantemente esperienza di entrambe.

Il fatto è che, ad un certo punto, o trovi il modo di incanalare te stesso in una formula costruttiva, oppure nell’età adulta invece che rappresentare il frutto migliore delle tue qualità e del tuo vissuto, finisci con l’essere l’ennesimo Uomo da salvare.

Non è un caso che l’idea di questo blog nasce oggi, a 39 anni.

Ciò che siamo e ciò che diventiamo: le barriere nascono qui

La Comunicazione è stata la mia barriera da superare

Mi sono avvicinata alla Comunicazione per un istinto molto forte: non c’era alcuna prospettiva lavorativa davanti che potesse illuminare il mio cammino, non c’era alcuna attitudine in famiglia che potesse farmi vedere una strada da compiere. Venivo da un istituto tecnico e, prima dell’Università, le scienze umane mi erano sconosciute.

Come capita a molti, si pone presto il problema di trovare un felice accordo tra i propri istinti e il mondo pratico in cui viviamo.

Quel felice accordo si è trasformato in una vera e propria lotta personale: non riuscivo a rinunciarci, eppure le cose non giravano come io volevo, non trovavo mai quel confortevole angolo di mondo in cui potessi sedermi e posare le mie armi per godere degli sforzi fatti.

“Giuro, non capivo” 

E ho passato molto tempo a non capire, guardandomi attorno e vedendo tante barriere che ogni volta dovevo superare. “Se non dimostri al mondo di avere le carte in regola, non ce la farai mai” pensavo. Il problema era che l’asticella del traguardo si spostava sempre, la mia poltroncina al caldo non era mai dove pensavo dovesse essere. Dopo ogni battaglia ne arrivava un’altra, quasi mai più facile della precedente. E ogni volta un pezzo di me iniziava a perdersi un po’, fino a quando sei talmente stanca che ti mancano le forze di darti delle risposte e di pensare a delle soluzioni.
Cercavo la felicità e non la trovavo.

“Giuro, non capivo” 

Comunicazione per me significa piantare semi di spiritualità

La Felicità è il mio obiettivo. L’Umanità il mio mezzo

Una cosa bella però l’attitudine all’Umanità ce l’ha: sono sempre stata convinta che l’Uomo fosse una creatura meravigliosa ed interessante! Complessa ma sconfinata! Io mi sentivo così.

Ho scoperto recentemente che almeno in questo avevo fatto centro. Sul mio cammino ho trovato chi la pensa come me e mi ha spiegato che le cose della mia vita non funzionavano non per sfortuna o mancanza di impegno, ma perché guardavo il mondo dal verso sbagliato.

Pensavo di conoscere abbastanza cose, di avere importanti valori che mi guidassero. Secondo me tutto questo doveva bastare.
Ignoravo che ne mancava un pezzo, un bel pezzo!

“Sono poche le regole davvero importanti, e riguardano il nostro mondo spirituale”

“Non capivo ma ascoltavo” 

Quel mondo che non si vede.

Quello che non c’entra con ciò che c’è fuori da noi, il mondo “burbero, cattivo, difficile e ingiusto”.

Quel mondo che non ci spiega nessuno quando arriviamo su questa Terra.

Quello che in pochi conoscono, e che quindi in pochi possono davvero trasmetterti.

Ho ripreso in mano un libro che mi è rimasto un po’ nel cuore. S’intitola “Violenza e Ordine nella genesi del politico”. Riporta questa citazione di Nietzsche:

“L’ Uomo, come ogni creatura vivente, pensa sempre ma non lo sa. Il pensiero che diviene cosciente ne è soltanto la più piccola parte, diciamo quella più superficiale e peggiore: infatti questo pensiero consapevole si determina in parole, cioè in segni di comunicazione.

La parola esprime la superficie dell’Uomo “

“Stavolta ho capito”. 

Catia Casalboni – Settembre 2020

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Immagine di Catia Casalboni

Catia Casalboni

Nella vita due cose mi sono sempre state ben chiare.
La prima è che, da quando nasciamo, siamo davvero tutti uguali in una sola cosa: abbiamo bisogno di
Amore e di Amare.
La seconda è che la Comunicazione viene spesso trasmessa ed interpretata in modo un po' fuorviante, quasi fosse materia d'èlite.
La Comunicazione unisce e non divide, costruisce e non distrugge, svela e non cela. Quando parte dal cuore,
è così.

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